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Salvo Sottile e il flop di Linea Gialla su La7.Quarto Grado resiste ma crolla.

Il programma di Salvo Sottile, passato da Mediaset come Quarto Grado a La7 con il nome di Linea
Gialla, dove però è non è stato seguito da nessuno dei suoi collaboratori, è destinato al macero sotto l'insipienza degli Indici di Ascolto o Share, per dire, l'ultima puntata ha fatto il 2,8%, roba da Bar dello Sport di paese.

Perché questo fallimento? Vediamo.
Intanto il cambio di rete, e sappiamo che Rete Quattro e assistita da un Audience superiore a quello di La7, praticamente una media del 10% contro il 3% - 5%. E' anche vero che per La7, uno share del 3% è già accettabile, se poi consideriamo il calo generale di questi tipi di calderoni della durata di due ore e mezzo, con 5-6 pause pubblicitarie di 6 minuti l'una, uno si rende conto che La7 potrebbe decidere di mantenere tutto come si trova ora. ( e pensare che Nuzzi ha perso quasi una milionata di spettatori, mentre il povero Sottile ne ha in totale poco più di mezzo milioncino....

Poi, Salvo Sottile ha imbarcato il famigerato Professor Bruno, e non pago, anche il super consulente di analisi biologiche Dottor Portera, si proprio quello che inspira le ricerche del DNA del caso della povera Yara Gambirasio, dove ancora sono da effettuare solo altre 600 prelievi di Dna e relative analisi, prima di giungere all'individuazione dell'omicida.
Praticamente, almeno ai miei occhi non di esperto di criminologia ma di aspetti del comportamento violento, e solo di uno spicchio di questo si inscrive all'interno della disciplina che si indica con il termine Criminologia, a quanto pare terreno di conquista da parte di arriviste e personalità con esperienze e studi tra i più disparati, il Salvo Sottile è passato con il cambio di emittente dal portare professionisti tutti estremamente critici nei confronti dei metodi seguiti dalla procura di Brescia che si occupa del caso Gambirasio, e in particolare dei consigli del consulente della famiglia, dott. Portera (Picozzi, Meluzzi, eccetera), a La7 cosa fa? Va a imbarcare tra i consulenti del suo programma, e proprio anche per il caso Gambirasio, il detto Dott. Portera, le cui metodologie di indagine applicata alla criminalistica appaiono a tutte le mie conoscenze come estremamente discutibili, e siano in attesa da tempo di tirare le somme in tutti i sensi, monetari e di risultato.

Poi, c'è il problema dei contenuti delle puntate: sempre basati sui soliti tormentoni che vengono rigirati e ribolliti come un minestrone scaldato, raffreddato e quindi riscaldato di nuovo all'infinito.

Ma a mio avviso, non è sui contenuti, sappiamo che questi programmi seguono a tutti i costi lo Share e lo perseguono puntando sui pochi casi che generano forte attenzione e curiosità, anche morbosetta, quanto sul modo del tutto privo di critiche chiare e precise al modo di conduzione delle indagini, al sistema della giustizia, nel condurre e guidare le indagini critiche e nel determinare le pene, spesso poco convincenti.

Se poi aggiungiamo la annunciata causa o bagatella legale che Mediaset ha paventato di muovere contro il Salvo Sottile e La7, dal momento che a suo dire, il Sottile ha messo in onda filmati che sono di proprietà esclusiva di Mediaset non disponendo dei diritti, la conclusione sul programma di Sottile è ormai delineata; non so se il programma sopravviverà, ma pare poco probabile che Salvo Sottile potrà resistere alla conduzione con uno share da piazza di paese e con una causa per uso improprio di diritti televisivi alle porte.

Alla prossima.

Nota: Puntata 26.11.2013 share a 2,55%

Vediamo alcuni esempi della creazione di nuove “malattie.
   Il SISDE, ha come consulente lo psichiatra Francesco Bruno, un personaggio diventato famoso al pubblico televisivo, non c’è una trasmissione di un qualsiasi delitto che manchi (da Erika che uccise la madre a Cogne). Davanti alla testimonianza degli agenti del SISDE Malpica, Galati e Broccoleti che durante lo scandalo dei fondi neri del SISDE nel 1993 accusavano i loro superiori egli ritenne che le loro testimonianze non sono attendibili. A suo parere i tre sarebbero, infatti, affetti da una nuova malattia psichiatrica: la “sindrome del canarino”.
   Affermava Bruno: “a differenza dei mafiosi gli agenti segreti che risentono traditi dallo stato, improvvisamente si sentono abbandonati e perdono ogni riferimento con la realtà… questo complesso di onnipotenza, sindrome del canarino, porta i soggetti in questione a partire all’attacco il più alto possibile, ritenendo di avere delle carte che giustificano queste affermazioni” 1°
   Questa teoria è suffragata naturalmente da un “importante studio scientifico psichiatrico” americano.
   Vediamo un altro esempio: un bambino scatenato o vivace si è sempre pensato che fosse sinonimo di salute e benessere.



Salvo e Sarah, l'amor Sottile

Tivù: l'ascesa dei coniugi giornalisti.

di Bianca Mazzini
Lei bionda lui bruno, lei del Nord lui del Sud, lui estroverso lei introversa, lui conduttore lei direttore: la coppia di coniugi-giornalisti Salvo Sottile e Sarah Varetto si sta rapidamente accreditando (su Twitter e sui settimanali popolari) come nuova frontiera dei sodalizi di amore&potere (mediatico).
IRRESISTIBILE ASCESA. Non sono Nicolas Sarkozy e Carlà, non sono John Elkann e Lavinia, non sono Brad Pitt e Angelina Jolie, ma hanno l’aria di credere moltissimo nella loro irresistibile ascesa e nel potenziale “glamour” della coppia.
Determinati e ambiziosi, Sarah e Salvo hanno scalato in pochi anni i gradini delle tivù private (Mediaset e Sky), senza comparire troppo quando era meglio stare dietro le quinte. Ora, però, stanno recuperando rapidamente.
DIVERSI SU TWITTER. È vero che lui si circonda di amici in Rete e lei no, che lui su Twitter scrive saluti e complimenti a Rudy Zerbi, Gerry Scotti, Federica Panicucci, Sandro Ruotolo e altri vip o intellò, mentre lei si accontenta di sporadici e seriosi tweet su Frau Merkel e Mario Monti.
Ed è vero pure che lui, Salvo, riceve, sempre sul social network, le lodi del vicepresidente di SkyItalia Andrea Scrosati per la sua trasmissione di cronaca dura e pura (Quarto grado su Retequattro) mentre Sarah, che a Sky lavora (è direttore di SkyTg24), appare soltanto sullo sfondo, in pieno understatement da torinese qual è.
Tutto vero, ma poi i due muovono passi in sincrono, e quando appaiono insieme, come quest’inverno alle Maldive, hanno tutta l’aria di trovarsi pienamente a proprio agio nei panni della «coppia rampante», peraltro compagna di atollo di altre coppie di amore&potere nostrane: Pierferdinando Casini e Azzurra Caltagirone, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Francesco Totti e Ilary Blasi (tutti paparazzati su Oggi).

Salvo, allievo di Mentana che rimesta nel torbido

Si sono incontrati una decina di anni fa a Sky, Salvo e Sarah, quando lui si alzava all’alba per condurre Doppio espresso e lei approfondiva e spiegava al grande pubblico argomenti economici.

UNA FAVOLA POPOLARE. Quando lo raccontano, indulgono volentieri in particolari: inizialmente si stavano antipatici, non si sopportavano, non si guardavano nemmeno. Poi la scintilla, il grande romanzo d’amore, il lieto fine principesco: matrimonio a Roma, due bambini, reciproche dichiarazioni di stima anche professionale, belle vacanze sportive, foto sui rotocalchi da famiglia Mulino Bianco.
Ecco Sarah che fa immersioni nei mari del Sud e Salvo che legge e scrive romanzi nella sua Sicilia. Ecco Sarah che la sera torna dal lavoro e gestisce anche la casa con precisione da manager, ed ecco Salvo, il duro, che non sorride in video mentre scorre il sangue di qualche caso irrisolto, ma in famiglia è un affettuoso ragazzone.
Ha imparato dall’Enrico Mentana della cronaca spettacolarizzata Salvo (che è stato suo allievo al Tg5), e da quando è in prima serata punta tutto sui modi bruschi da cronista che consuma le suole tra gli orrori del mondo e rimesta nel torbido dell’omicidio da plastico in studio (Bruno Vespa docet).
Solo su Twitter Salvo Sottile perde il cipiglio e la metamorfosi è strabiliante, a giudicare dai tweet conviviali (tipo «Che bello il weekend») lanciati e raccolti da amici più o meno famosi.

Sarah, cervello economico col pallino del rigore

Sarah invece viene dalla scuola anglosassone di Alan Friedman, e sembra averla presa fin troppo seriamente: rigore, rigore e rigore, mai un sorriso di troppo, mai un colore sgargiante. E, però, poi Sarah è anche la ragazza bionda che in video si metteva di sbieco come Lilli Gruber, con un suo stile anche seducente nel dire «Bentrovati» (suo marito Salvo dice invece «Salve amici telespettatori» e su Twitter c’è gente che si diverte a contare quante volte riesce a pronunciarlo in una serata).
PIEMONTESE EDUCATA. Ma guai a parlare di avvenenza con Varetto: Sarah non sembra gradire i pubblici commenti al suo aspetto da bella ragazza del Piemonte educato, tanto più da quando è diventata direttore di SkyTg24, tanto che fa di tutto perché si parli di lei soltanto come cervello che si è fatta le ossa a Miaeconomia su La7 e a I nostri soldi su RaiDue, tra professori, trader e uffici studi bancari.
Mentre Sarah intervistava esperti di Eurozona, Salvo percorreva in lungo e in largo la Sicilia per il Tg5, e mentre lei trasmigrava a Roma con la sua rigidità sabauda, lui approdava nella capitale con l’ambizione di farsi scrittore oltreché giornalista (per ora ha scritto due libri: storie di mafia con personaggi che si riscattano da accuse pesanti). Due stili, quelli dei coniugi Sottile, per un solo obiettivo: procedere a grandi passi (e qualche apparizione mirata) lungo la strada del successo.
Lunedì, 13 Febbraio 2012


«Mi hanno costretto a dire che Moro era pazzo» Francesco Bruno componente del Sisde

maggio 10, 2007
Nei 55 giorni che sconvolsero l’Italia, le lettere di Aldo Moro (ieri è stato l’anniversario dell’uccisione) dalla “prigione del popolo”, in cui lo detenevano le Brigate rosse, furono oggetto di una vera “controguerriglia psichica” da parte dello Stato. Il risvolto inedito della vicenda lo racconta il criminologo Francesco Bruno, professore di Psichiatria forense presso La Sapienza di Roma, all’epoca stretto collaboratore del professor Franco Ferracuti, successivamente iscritto alla P2 e componente del comitato di crisi istituito da Francesco Cossiga, ministro dell’Interno in quel drammatico 1978. Le lettere di Moro iniziavano a contenere accuse pesanti verso tutta la Dc, dal segretario Benigno Zaccagnini al Presidente del consiglio Giulio Andreotti e allo stesso Cossiga, quindi il Comitato iniziò a ragionare sulla necessità di depotenziare il carico politico degli scritti dello statista pugliese. «Nel ’74 in Svezia una rapina era terminata con gli ostaggi che parteggiavano per i rapitori. In Italia la “sindrome di Stoccolma” non era ancora nota – ricorda Bruno – così preparai un’informazione scientifica che, richiamandosi a quell’esperienza, supportava la tesi che Moro credeva in quel che scriveva, ma era affetto da una sindrome psichiatrica che non gli consentiva lucidità». Bruno consegnò il suo studio a Ferracuti che lo portò in Commissione, dove finì nelle mani dell’uomo degli americani, Steve Pieczenik, consigliere del governo italiano. L’uomo dei servizi Usa utilizzò invece le conclusioni dei due psichiatri italiani facendo passare Moro per pazzo,non in sé, non credibile e da ignorare. Un approccio fatto proprio dal governo e dalla Dc, che se ne avvalse per ignorare la richiesta di Moro dal carcere di convocare il Consiglio nazionale di cui era presidente. La riunione in cui Amintore Fanfani avrebbe messo in votazione una sorta di riconoscimento politico alle Br per salvare Moro si svolse infatti solo il 9 maggio, pochi minuti prima del ritrovamento del corpo in via Caetani. Per questo oggi Bruno si pente del contributo fornito: «Il mio scopo era di fare in modo che se Moro fosse stato liberato, con la scusa della sindrome, avrebbe potuto ritrovare un suo ruolo politico all’interno delle istituzioni senza perdere la faccia». Bruno si è già scusato privatamente con la famiglia di Moro, ribadendo di aver agito secondo coscienza nel bene del presidente democristiano. «Mi sono sentito usato – racconta – nonostante io stesso ritenessi che bisognava “reindirizzare” l’opinione della gente su quanto scriveva Moro».
di Gianluca Cicinelli




Giù le mani dai miei filmati, intima 
Mediaset La7. 
E che filmati e che audio, niente meno che quelli di e su Sarah Scazzi e Annamaria Franzoni. Materiale televisivo con cui a suo tempo Quarto Grado su Retequattro costruì una piccola-grande fortuna in termini di audience e consolidò un format televisivo, quello dell’indagine a cuore aperto e alla casareccia sul delitto, meglio se di famiglia. Un format, una serialità televisiva che quasi si identificò nel conduttore: Salvo Sottile.
Solo che poi Salvo Sottile da Mediaset è passato a La7, da Quarto Grado a Linea Gialla. E si è portato dietro memoria, stile, attitudini, contatti, abilità e…E, sostiene Mediaset, nelle tasche di Sottile è rimasto anche qualcosa di esclusiva proprietà di Mediaset, appunto i brani audio-video della migliore cronaca nera dibattuta in salotto/osteria/bar/Cassazione televisivi. Quindi Mediaset ha inviato “diffida formale” a La7, diffida dall’utilizzare ancora il materiale che Sottile ha già mandato-rimandato in onda (prima su Mediaset e ora su La7). Diffida a rimuovere quel materiale dal sito di Linea Gialla. Diffida a smetterla, altrimenti arrivano gli avvocati con la richiesta di risarcimenti.
Presto saranno prevedibilmente gli avvocati a confrontarsi. 


MERCOLEDÌ 06 NOVEMBRE

Linea Gialla", ancora flop di ascolti per il programma di Sottile.

Continua la discesa agli inferi dello share perSalvo Sottile. Il suoLinea Gialla non sfonda. Continua a perdere telespettatori e share, segnando un nuovo record negativo con il 2,78% e 602.000 teleutenti. Il programma targato La7 si conferma fanalino di coda del martedì. La serata è stata dominata dalla  fiction di Rai 1 "Il Coraggio di una donna Rossella Capitolo Secondo" che ha sbaragliato la concorrenza registrando 4.215.000 




Pubblicato il 1 ottobre 2013

Quarto grado in picchiata. Nuzzi ha perso un milione di telespettatori


n pratica il gioco delle figurine non è servito a nessuno. Tutti i protagonisti della girandola hanno perso ascoltatori e share. Evidentemente la gente non ha gradito il cambio delle magliette, oppure si è stufata dei talk. Sta di fatto che neanche il nuovo Quarto grado, condotto da Gianluigi Nuzzi, è riuscito a frenare l’emorragia di ascolti. In pratica Nuzzi ha perso un milione di telespettatori e 4 punti di share rispetto al predecessore Salvo Sottile. Quest’ultimo ha dilapidato tutta la sua dote con il passaggio a La7 e ora vanta appena il 2% di share. Anche se – dicono a La7 – dai dati di ascolti di Linea gialla non c’è il Sud Italia. Incredibile ma vero. Nel Meridione non si guarda La7. Ci deve essere qualcosa di strano. O la gente cambia canale o i ripetitori sono spenti. Peggio dell’anno scorso anche Gianluigi Paragone che su Raidue andava spesso in doppia cifra mentre a La7 non riesce a superare il 4%. Stessa sorte per Luca Telese che non riesce a far decollare Matrix e per Nicola Porro con il Virus di Raidue. Questi ultimi due forse rimpiangeranno In Onda.

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